Spettroscopia in Riflettanza

L’applicazione della spettroscopia in riflettanza nella regione del visibile (compresa tra 400 e 700 nm) può fornire utili informazioni per lo studio non invasivo di manufatti artistici. L’impiego di queste metodologie di indagine può essere finalizzato a ipotesi di riconoscimento di pigmenti e, nel caso di superfici policrome, allo studio del colore e delle sue variazioni nel tempo. Il monitoraggio dei parametri colorimetrici e delle loro eventuali variazioni rappresenta uno strumento rapido e sensibile per verificare i processi di alterazione superficiali dei materiali. L’impiego di strumentazioni maneggevoli, di ridotte dimensioni e facilmente trasportabili, consente un’agevole applicazione della spettroscopia in riflettanza per l’acquisizione di misure in situ. Anche se si tratta di una tecnica puntuale, la sua estensione a porzioni più ampie del manufatto in esame consente di guidare il prelievo di campioni dall’opera, limitandone il loro numero. Inoltre, le misure colorimetriche, ripetute su pellicole pittoriche nelle diverse fasi di un restauro (per esempio dopo operazioni di pulitura e di consolidamento), forniscono un supporto analitico e una base scientifica su cui impostare i successivi interventi.

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